I rappresentanti delle comunità armene di tutto il mondo sono arrivati a Venezia per dare vita al primo grande congresso dedicato al rapporto tra Fede ed Opere. Si tratta di un laboratorio di idee e progetti da sviluppare, mai tentato prima, all’interno di una cornice religiosa comune. Per tre giorni sull’Isola di San Lazzaro degli Armeni vengono affrontati tutti gli aspetti inclusi nel passo biblico di Giacomo: “Come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta”. Il settore filantropico, umanitario, caritativo non possono, dunque, essere slegati, scollegati o addirittura ignoti a una dimensione spirituale.Alla conferenza prendono parte rappresentanti delle comunità armene appartenenti a diversi ambiti. Accademici, sacerdoti, volontari, giornalisti, scrittori, imprenditori, artisti nonché rappresentanti di organizzazioni pubbliche e di beneficenza. Ognuno di loro parla della propria esperienza. Le discussioni sono accompagnate da quattro sessioni tematiche, strutturate in modo da coinvolgere attivamente gli altri partecipanti nella presentazione dell’argomento. Il focus è indirizzato alla fede in epoca digitale, alla fede nelle grandi metropoli – tenendo conto che nei prossimi 20 anni lo spostamento delle popolazioni si concentrerà soprattutto nelle megalopoli. Inoltre oggi gia’ il 90% degli armeni vive in grandi contesti urbani. Infine le sessioni includono dibattiti sulle opere e la preghiera.
Il progetto nel suo complesso è stato intitolato “Fede ed Opere” poiché la fede e la sua trasmissione sara’ rafforzata e nutrita nella vita di ogni individuo solo coniugando la preghiera e, al tempo stesso, una tangibile azione caritativa.
La Congregazione Mechitarista situata sull’isola di San Lazzaro dal XVIII secolo offre un esempio pratico di come il rapporto tra “fede-opere” è stato tramandato di generazione, in generazione fino a rendere continuativa e applicabile anche oggi questa formula.
La sfida più impegnativa che le comunità cristiane hanno è riuscire ad esprimere la propria fede all’interno di società secolarizzate. Lo scopo del summit è promuovere un crocevia di idee, capace di suscitare discussioni approfondite, provocazioni, esortazioni tali da poter essere trasmesse alla società di domani mediante una visione di valori e in una ottica spirituale.
Il convegno si svolge il 7 e l’8 febbraio sotto il patrocinio della Congregazione Mechitarista e della Delegazione Patriarcale dell’Europa Occidentale della Chiesa Apostolica Armena e, per iniziativa della Fondazione “Madre di Dio” (Yerevan).
Tra gli altri partecipano:
Khajag Barsamian, arcivescovo e responsabile in Europa occidentale della Chiesa Armena
Levon Zekiyan, arcivescovo per gli armeni cattolici a Costantinopoli e rappresentante pontificio presso la Congregazione Mechitarista
Vahan Hovhannisian, vescovo armeno a Parigi
Bagrat Galstanyan, vescovo della diocesi di Tavush in Armenia
Padre Hyacinthe Destivelle, del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unita’ dei Cristiani
Professoressa Roberta Ervine, docente al Seminario Teologico Armeno a New York
Professoressa Rachel Goshgarian, storica all’università di Lafayette, Usa
Dottor Karen Baghdasarov, imprenditore e membro del board della diocesi armena di Mosca
Haroute Baghamian, responsabile della associazione giovanile del Patriarcato armeno di Gerusalemme
Arpina Nakashian, responsabile della educazione della diocesi di New York
Dottor Zaven Khanjian, direttore della Armenian Missionary Association of America
Professor Abraham Terian, teologo
Padre Shahe Ananyan, responsabile per i rapporti ecumenici della Chiesa Armena(Fonte: cortesia di FG)

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